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I delicati mieli del Nord

I delicati mieli del Nord

Scritto il: 8 giugno 2012

I mieli del nord sono un tesoro per tutti i buongustai: caratterizzati da note vegetali e floreali sono alcuni tra i più rari in Italia. Che resta da dire? Buon viaggio!

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Miele di Calluna  – Questo rarissimo miele può essere a ben diritto considerato unico nel suo genere in Italia. La Calluna o Brugo è un arbusto che cresce in terreni argillosi e impermeabili ed un tempo era particolarmente diffusa nel Nord d’Italia. Oggigiorno le aree in cui cresceva si sono trasformate in risaie e il miele che se ne ricava è diventato molto difficile da trovare, per questo l’area di produzione del miele di Calluna è limitata ad una piccola area delle brughiere dell’altipiano compreso tra Biella, Vercelli e Novara.

L’altra particolarità di questo miele è di presentarsi sotto forma di gel, che, se agitato, diventa liquido, per poi tornare allo stato iniziale dopo un breve periodo di tempo. Questa proprietà, dovuta alla presenza di una proteina colloidale, rende difficile l’estrazione dai telaini di questo miele. Il miele di Calluna contiene un’alta percentuale di acqua, per questo ha la tendenza a fermentare. Solo gli apicoltori più esperti si occupano della raccolta di questo miele, che sembra essere particolarmente apprezzato in Germania.

Ad un’analisi sensoriale si presenta come un miele amarognolo con note floreali, molto gradevole e usato per il suo forte profumo nella cosmesi.

Miele di Erba medica – Come quello di tutte le leguminose, questo miele ha la caratteristica di essere molto chiaro, quasi trasparente. In bocca il gusto dolce viene attenuato da una componente fresca e acidula, mentre il profumo è forte e di origine vegetale.

Il miele di erba medica è prodotto solamente nella Pianura Padana dell’Est, dove i campi di erba medica fanno da pascolo per tutta l’estate. Curioso da dirsi, questo miele è stato il primo ad essere raccolto come uni floreale. Un tempo, quando le tecniche di smielatura erano più rozze, l’apicoltore raccoglieva il prodotto solo una volta a fine estate e inevitabilmente si trattava di miele estivo di erba medica, largamente diffuso in tutta la Pianura Padana.
Oggi il consumatore non mostra grande interesse per questo genere di miele, dato che non presenta caratteristiche di spicco e la sua cristallizzazione è grossolana.

Miele di Rododendro -  Miele dal colore chiarissimo, quasi bianco, ha la caratteristica di … mettere in crisi l’assaggiatore! Ebbene sì, il miele di rododendro non si distingue per particolari caratteristiche, se non quella di essere quasi completamente inodore. Il gusto al contrario è molto dolce, la cristallizzazione è fine e inizia con i primi freddi invernali. Questo miele piace a chi cerca un gusto delicato e floreale, ma può essere poco apprezzato dagli amanti di mieli forti e amari. Il rododendro fiorisce assieme a un gran numero di erbe di alta montagna, per questa ragione e come nel caso del miele di arancio, non sarebbe corretto parlare di miele proveniente da una unica coltura. Una analisi del polline contenente è fondamentale per escludere mieli fasulli, si considera miele di rododendro se nel miele viene riscontrata una presenza di almeno il 25% di polline di rododendro. La raccolta avviene su tutto l’arco alpino tra un’altitudine di 1000 e 2500 metri.

Miele di Tiglio – Caratteristica che rende ben riconoscibile questo miele è l’aroma di mentolo. Il miele di tiglio è fortemente profumato, specialmente se riscaldato, e il suo odore durante la smielatura riesce a coprire anche quello della cera e della propoli. La sua raccolta avviene tra giugno e luglio.

Il sapore è ugualmente unico grazie alla sua freschezza, alla lunga persistenza sul palato. Pregio o difetto del miele di tiglio è l’associazione che il consumatore può fare con il sapore chimico o di medicinale. Il colore del miele è chiaro con riflessi gialli da liquido e quando diventa solido è tendente all’avorio. Attenzione, se vedete tracce scure nel miele potrebbe avere una origine mista di melata non dichiarata. Il tiglio selvatico è presente in tutta la fascia sub alpina fino a 1200 metri di altitudine.

 

Il viaggio è finito? Di già? No… ci sarebbero ancora i mieli rari e di nicchia, quelli difficili da trovare e con un gusto particolare, da veri intenditori.  E che dire della Melata?

Se avrete ancora voglia di viaggiare, appuntamento al prossimo articolo.

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About Chiara Barbagli

Laureata in scienze della comunicazione a Siena, reduce da un master in comunicazione di impresa e da un corso IFTS per tecnico superiore della commercializzazione nel settore agroalimentare è ormai diventata una buona forchetta! Specialità? Il miele...
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Archivio Autore: Chiara Barbagli

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