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Il caso Orangina ed i falsi account Facebook

Il caso Orangina ed i falsi account Facebook

Scritto il: 27 febbraio 2012

Il caso degli account falsi Facebook colpisce anche Orangina.

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Cosa è successo al caso Orangina ce lo spiega molto bene Roberto Venturini sul suo blog.

Orangina caso Facebook

In questo articolo, invece, voglio trattare l’argomento dando un significato a queste azioni nate dal web e che si ripercuotono inevitabilmente fuori dal web.

Non è ancora chiaro a tutti come i Social Media possano essere utili alle aziende per promuovere Brand di prodotti noti e meno noti. Il dubbio che nasce è principalmente dato da una banale regole economica

Tot investimento = Investimento + ritorno

Ma Sul caso del ROI come sistema di calcolo economico del web ne ha discusso bene anche Vincenzo Cosenza nel suo libro Social Media ROI

Cosa possono quindi capire i responsabili marketing aziendali sull’uso dei social media:

  • Che non sono semplice strumenti (per esempio)

I social media non sono semplici strumenti di comunicazione. Sono per lo più piattaforme di conversazione. Può sembrare la stessa cosa, ma non è così, fidatevi.

  • Che non sono pagabili in ore

Se chiedete un preventivo e non riuscite ad ottenere una risposta concreta è perchè lavorare con i social media non è una questione di tempo, ma anche di gestione e di capacità di saper interagire meglio con le persone. Quindi viene pagato di più chi sa meglio gestire le relazioni via web e sa costruire una rete di contatti influenti.

  • Che non possono essere usati sempre da stagisti o da web agency

Va benissimo avviare una strategia social media facendovi aiutare ed assistere da una agenzia web o da stagisti che curino per voi il brand sui Social media. Abbiate però la pazienza di apprendere e seguire voi il flusso dopo aver capito. Affidatevi di tanto in tanto a consulenti per migliorare ed aggiornarvi ma non affidate totalmente il vostro brand a sconosciuti.

  • Che non sono tutti uguali

Non tutti i social media devono essere usati allo stesso modo. Per rendervi più chiara l’idea ti segnalo questa infografica molto chiara.

 

  • Che la reputazione online non si compra

La reputazione online, ma come anche quella off-line, non si può comprare semmai si può conquistare con le azioni e con la qualità. Si può essere bravi nel servizio, nell’assistenza o nella produzione die prodotti, ma non serve a niente comprare la fiducia. I clienti non sono così fedeli come credi. Una volta ti adorano, ma appena sbagli ti massacrano, tienilo presente.

  • Che i social media sono gevernati da persone

Sì, purtroppo devo confessarvelo. I social media non vivono di vita propria. Sono gestiti da persone, e come tutte le persone possono succedere degli errori di interpretazione, di comunicazione o semplicemente di distrazione. Non affidate tutto ai social media manager, abbi sempre il controllo della situazione. Un social media manager può sbagliare, tu come responsabile del Brand no.

  • Che Facebook non è solo un Social network e che Twitter non è solo uno strumento usato da Fiorello

Nonostante vi siate accorti della presenza di Twitter grazie al simpatico Fiorello, volevo avvisarvi che può essere usato anche da responsabili marketing come voi. Se dovete  curare la reputazione del brand ti consiglio di imparare ad usarlo perchè è uno strumento potentissimo, non solo per dire cavolate.

  • Che investire in Social Media significa mettersi in gioco

Se decidete di investire in social media sappiate che dovete essere pronti a mettervi in gioco. Le persone cominceranno a seguirvi e a farvi domande anche scomode. Non potrete evitarli o nascondervi. Dovete solo preparavi su come gestire al meglio le criticità. Ci saranno, non preoccupatevi.

Potete fare una mosse astuta di “gonfiare” i numeri, ma vi servirà a poco se poi non saprete gestire le relazioni. I social media non sono misurati con lo share tv. mi spiace. Se avete i numeri grandi buon per voi, ma lo scopo non è di avere grandi numeri ma persone ma persone con chi interagire. Che siano 10, 100, 1000 cambia poco in termini di prestazioni, perchè saper usare i social media significa sapere relazionarsi e capire le persone potenzialmente tuoi clienti.

  • Che se hai sbagliato puoi usare i Social media per chiedere scusa

Se usi i social media ed hai sbagliato in qualche cosa, sarà buona occasione per far valere le tue ragioni o per ammettere le tue colpe. Le persone che ti seguono apprezzeranno il lato umano di chi sa ammettere gli errori.

Se avete altre cose da aggiungere fatelo, ma per favore fatelo sapere anche a chi dovrebbe sentire

 

 

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About Daniele Vinci

Laureato alla Sapienza in Marketing e Comunicazione, 2 Master alle spalle e tanta energia per cambiare il mondo. Se mi cercate basta che parliate di food, di innovazione e di business …
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Archivio Autore: Daniele Vinci

  • http://www.paoloratto.com Paolo Ratto

    Ciao Daniele, davvero molto interessante. Devo constatare che (spesso capita) siamo partiti dallo stesso spunto (in questo caso il post di Roberto Venturini) per sviluppare riflessioni personali ma che si vanno davvero bene a completare. Nel mio post (http://paoloratto.blogspot.com/2012/02/social-media-furbastri.html) mi sono voluto concentrare proprio sul caso delle community pilotate, che mi sembra davvero interessante. Rispetto all’acquisto fan (di cui abbiamo lungamente discusso) e che in parte ci può anche stare, in quanto espressioni più quantitativa e meno costosa (ma anche molto meno efficace) di campagne su FB Ads, l’affidarsi ad account fasulli per controllare la comunicazione e indirizzare anche gli altri utenti mi sembra un’operazione più subdola e ingannevole. E se poi ti beccano… Fai un brutta fine. Che ne dici?

  • Daniele Vinci

    Ciao Paolo,

    credo che la tua riflessione completi il tutto. Si possono comprare i fans su Fb, si possono falsificare le interazioni … quello che non si potrà mai falsificare è l’opinione delle persone verso un brand o verso un servizio.

    Quando si dice che il brand sa comunicare bene significa che sa esprimere i sentimenti delle persone. Nei social media questo avviene in maniera amplificiata e maggiormente complessa per via della possibilità da parte delle persone di dare un feedback diretto, immediato e talvolta tagliente.

    Per questo le aziende, intese come persone che fanno business, che decidono di usare questi strumenti devono sentirsi coinvolte, perchè devono saper interpretare e reagire, saper cogliere e ringraziare … le aziende, oggi, devono sempre più condividere parte del business con le persone attraverso un dialogo costante.

    Chi riesce a convolgere le persone attraverso l’uso di conversazioni può godere di un vantaggio competitivo difficilmente raggiungibile con altri mezzi.

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