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Il mercato dell’olio extravergine d’oliva: Come avviare un’impresa

Il mercato dell’olio extravergine d’oliva: Come avviare un’impresa

Scritto il: 4 febbraio 2012

Oggi voglio utilizzare Comunikafood, che offre consulenza per il web marketing food,  per presentare un lavoro di tesi di Marilena Saracino.

È un lavoro che fa un’analisi nel settore dell’olio extravergine, questo merita la nostra attenzione e quindi abbiamo deciso di darle la visibilità che merita.

Ecco un breve sommario dell’argomento trattato nella tesi.

olio extravergine

ANALISI DEL SETTORE DELL’OLIO D’OLIVA:
LE PREMESSE PER CREARE UNA START UP NEL SUB APPENNINO DAUNO.

Un aspetto positivo della crisi economica è la nascita di nuovi modelli di consumo e conseguenti nuove opportunità per coloro i quali sono in grado di coglierle. Si è, però, conclusa l’era dell’imprenditore che improvvisa. Il moderno imprenditore deve affrontare un percorso arduo di preparazione, per valutare la fattibilità dalla propria business idea. Il documento indispensabile è il Business Plan, che deve essere appetibile e semplice da leggere, e deve approfondire punti fondamentali:

1. executive summary; 2. analisi del mercato; 3. posizione competitiva; 4. localizzazione e sviluppo del prodotto; 5. piano di marketing; 6. piano finanziario; 7. team.

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Molti tentano la strada dell’imprenditorialità, ma il tasso di “mortalità infantile” delle nuove imprese è elevato. Nel settore agroalimentare, secondo l’ultimo censimento condotto dall’ISTAT, il 32,2% delle imprese italiane legate alla terra (più di 770.000 aziende) ha chiuso negli ultimi 10 anni.

Descrivendo la crisi agroalimentare e le possibili soluzioni per invertire la rotta, si è analizzato nello specifico il settore olivicolo.

Come creare un’impresa agroalimentare nel comparto dell’olio d’oliva?
La Spagna e l’Italia, da sole, forniscono il 70% della produzione mondiale. Le aree di consumo più importanti sono l’UE e gli Usa e nascono nuovi Paesi consumatori, quali l’Australia e la Russia. Sul mercato Usa, l’Italia è il maggior Paese fornitore, ma sono entrati nuovi concorrenti, come l’Argentina, il Cile, l’Egitto e il Marocco.

In Italia, è necessario far leva sui punti di forza, rappresentati dalla capacità di creare miscele, grazie all’enorme potenziale di cultivar presenti. Ma in alcune regioni italiane, i costi di produzione dell’olio di aziende specializzate in tale coltura, sono superiori alla PLV (Produzione Lorda Vendibile). Dal lato degli acquisti, le famiglie italiane preferiscono gli ipermercati e l’olio di oliva extravergine (l’80%).

La Puglia riveste una posizione dominante: produce il 40% del totale italiano, ha 53 varietà locali, custodisce 15.000 ulivi secolari, vanta il riconoscimento DOP per quattro tipologie di olio, destina all’olivicoltura 369.605 ettari, distribuiti su 230mila aziende olivicole e 1.157 frantoi attivi.
Infine, si è ristretta l’analisi al Sub Appennino Dauno, la cornice montuosa occidentale della provincia di Foggia. Un’area naturale da valorizzare dal punto di vista turistico, recuperando una dimensione a misura d’uomo e legata alle antiche tradizioni. L’olio prodotto nella zona è l’olio DOP Dauno.

Fornita una visione d’insieme del settore e delle problematiche connesse, sono state intercettare delle proposte per migliorare la situazione del comparto olivicolo, ad esempio avvalersi delle misure nazionali e comunitarie per aumentare la presenza dei giovani in agricoltura; la creazione di un’impresa multifunzionale offrendo ospitalità; l’organizzazione di attività educative; l’uso alternativo dell’olio di oliva; l’e-commerce; l’iniziativa“adotta un olivo”.

I dati raccolti costituiscono la premessa per la redazione del piano di marketing di un’ipotetica impresa olivicola nel territorio in esame. È stata delineata l’analisi SWOT e definite le leve del marketing mix:

•    Prodotto: l’olio d’oliva è un bene da adattare ai gusti di un consumatore sempre più attento, informato ed esigente.

•    Prezzo: la situazione nazionale mostra prezzi bassi all’origine e conseguenti prezzi di vendita nella GDO, con differenze enormi in Italia: al primo posto c’è il Brisighella Dop a 18,50€, fino ad arrivare al Dauno Dop a 3,95€: un range difficile da comprendere per il consumatore.

•    Distribuzione: la maggior parte dell’olio è commercializzato attraverso tale canale.

•    Comunicazione: per valorizzare l’olio d’oliva, è indispensabile creare un rapporto vincente con il consumatore, non soltanto attraverso la produzione di un bene di alta qualità, ma anche attraverso il livello dei servizi connessi.

Il vantaggio competitivo dell’azienda, sarà rappresentato dalla capacità di segmentare il mercato, anticipare le preferenze del consumatore e creare un prodotto “su misura di ogni palato”. Inoltre è necessario cogliere le opportunità offerte dal web, che consente di ottenere enormi risultati, se gli investimenti sono adeguatamente pianificati.

Nulla è impossibile: è necessario credere nella propria business idea ed investire nella strategia adeguata!

Se vuoi approfondire l’argomento e avere un quadro più chiaro della situazione puoi leggere o comprare la mia tesi:

ANALISI DEL SETTORE DELL’OLIO D’OLIVA:
LE PREMESSE PER CREARE UNA START UP NEL SUB APPENNINO DAUNO.

 

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Laureato alla Sapienza in Marketing e Comunicazione, 2 Master alle spalle e tanta energia per cambiare il mondo. Se mi cercate basta che parliate di food, di innovazione e di business …
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