Birra artigianale, abbiamo scoperto che …

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Mag 12

Birra artigianale, abbiamo scoperto che …

Incontriamo Andrea e Riccardo in un posto delizioso nelle vicinanze di Pistoia, ospiti del ristorante il Rosso e il Nero, il Rosso e il Nero, ricavato dalla casa del fattore della preziosa Villa Celle, è punto di vendita diretto del cioccolato de La Molinanonchè bookshop del museo di Villa Celle. Come amici che si ritrovano al tavolo di un bar chiacchieriamo e soprattutto degustiamo con “consapevolezza” la birra artigianale da loro prodotta, scoprendo un mondo davvero affascinante.

intervista MOA birra

 Un mondo in cui sperimentare è una parola d’ordine ed osare con prodotti nuovi può essere una sfida non sempre vincente, ma che può darti grandi soddisfazioni. Un mondo, quello della birra artigianale, in cui i consumatori sono più esperti e sanno riconoscere le caratteristiche sensoriali ( gusto, colore e profumi) di ciò che stanno per bere.

Anche noi ci siamo cimentati in questa esperienza degustativa, che andrebbe approfondita con un corso vero e proprio, iniziando a conoscere alcune cose su questo prodotto. Abbiamo scoperto come i vari malti conferiscono colore e corpo alla birra i luppoli invece amaro e aroma. Abbiamo scoperto come cambia la densità della schiuma in base alle metodo con cui viene servita e anche i termini tecnici usati per definire ad esempio l’amaro (l’IBU – usato per indicare l’amaro assoluto) o il grado Plato.

Moa, my own ale (ale è il termine che viene usato per le birre ad alta fermentazione) nasce dall’incontro di due appassionati del mondo della birra home made, Riccardo e Andrea. Essere appassionati significa anche diffondere la “cultura della birra” tra amici e non, producendola e insegnando anche a produrla. I nostri due amici si sono incontrati proprio durante un corso tenuto da Riccardo per la Pinta Medicea, di cui è stato socio fondatore.

Proprietari MOA birra
I MOA brewer Andrea e Riccardo. Credits @Comunikafood

 

Produrre birra è una questione di esperimenti e ricette. I ragazzi di Moa lo sanno bene. Ci hanno raccontato che per trovare le 4 birre che oggi stanno proponendo al pubblico hanno fatto più di 50  esperimenti! I loro tester? Gli amici.

Visto il riscontro positivo allora si sono lanciati nella nuova avventura e dal 2011 sono approdati sul mercato, passando così da homebrewers a gipsy brewers (birrai che si affidano a stabilimenti produttivi che permettono una maggiore produzione rispetto a quella che può essere prodotta in casa). Anche su questo argomento potremo scoprire un mondo. Magari in un altro post!
Grazie ad Andrea e Riccardo abbiamo scoperto un po’ di cose degustando le 4 birre della loro gamma. Prima di farvi venire un po’ di sete parliamo del nome che Andrea e Riccardo hanno dato alle loro birre: Plato. Tecnicamente il grado Plato serve ad indicare il livello di zuccheri presenti nel mosto di birra. Come ci hanno insegnato più alto è il grado plato più aumenta il grado alcolico e la densità della birra.
Allora come scegliere la tua MOA?

Prima di tutto scegli il numero.
Vuoi una birra leggera adatta per l’aperitivo?

Allora sceglierai la 11 Plato, birra di grano non maltato ccome le birre stile Blanche a cui appartiene.
La 12 Plato e la 16 Palto sono quelle che invece si abbinano meglio ai pasti.
La 12 Plato, bionda con retrogusto di ananas che addolcisce l’amaro dei 4 luppoli americani(lo sapevate che è proprio quest’ultimo a conferire il gusto amaro alla birra!) è fresca e profumata. La 16 Plato più robusta, è stata concepita per essere abbinata a piatti dal gusto deciso come formaggi e perchè no anche piatti con carne importante. Un ottima alternativa al vino!

 

intervista MOA birra
Le birre MOA. Credits @comunikafood

 

Sicuramente la rivelazione è la stout della famiglia MOA. La 14 Plato. Birra con poco luppolo e quindi lpiù dolce a cui è stato aggiunto il cacao. Risultato? Una birra molto densa, vellutata, con retrogusti che vanno dal caffè al cioccolato. Provatela abbinata al cioccolato e non ve ne pentirete!

Abbiamo avuto anche qualche dritta sul prossimo prodotto per occasioni speciali…ma qui vige il segreto!

 

Collocandosi in una fascia medio-alta del mercato, il packging è molto curato e il formato da 75 cl è perfetto per essere portato sulle nostre tavole per cene di stile e non scontate come questi prodotti. Una piccola anticipazione. Il logo MOA è in corsa per un’importante concorso internazionale di design! L’etichetta comunica perfettamente. Dal QR code alle indicazioni su grado alcolico, ingredienti e abbinamenti, il bicchiere giusto concui servire la birra e i pallini, espediente usato da MOA per indirizzare il consumatore a scegliere una birra più o meno amara.

Ma come stanno facendo conoscere il loro prodotto Andrea e Rik?

Soprattutto attraverso il contatto diretto. Selezionando i punti vendita personalmente per mantenere una certa distintività anche nella distribuzione.

 

Poi ci sono gli eventi. Dal Taste, agli eventi in collaborazione con la condotta Slow Food di Firenze, allo United Indi Pubs, festival dei birrifici indipendenti che si terrà a presso l’ Antico Spedale Bigallo a Bagno a Ripoli (Fi) dal 4 al 6 maggio.
Per conoscere le novità del mondo MOA (dove trovare le birre e magari dove poter incontrare di persona Andrea e Riccardo come è successo a noi) seguite gli aggiornamenti sulle loro pagine social!

Ah ovviamente prima di ripartire ci siamo assicurati di poter guidare. Bere in maniera inconsapevole non è da veri intenditori!

Per saperne di più

www.moabirra.it

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    25 Giugno, 2019

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